Viaggio nel Settore Giovanile del Rugby Brescia: il punto sull’Under 16

Viaggio nel Settore Giovanile del Rugby Brescia: il punto sull’Under 16

Prosegue con il punto sull’Under 16 il nostro percorso alla scoperta dell’attività del Settore Giovanile del Rugby Brescia. Per questa quinta tappa abbiamo fatto una bella chiacchierata con coach Ernesto Bruni Zani, che ci ha raccontato tutti i segreti di questo passaggio davvero molto importante nel processo di crescita di un ragazzo che vuole diventare un rugbista.

“L’Under 16 rappresenta una categoria molto particolare – ha esordito Ernesto -: innanzitutto per il pieno periodo adolescenziale in cui i giovani si trovano e con cui devono fare i conti, ma anche e soprattutto perché qui avviene il passaggio definitivo nel mondo del rugby vero e proprio, dopo tanti anni all’insegna di un minirugby con regole particolari (il campo, il numero dei giocatori, le disposizioni per touche e mischia). Uno step quindi molto delicato, in tutto e per tutto, se consideriamo anche le piccole problematiche di questa età con la scuola, l’universo femminile e tutto il resto. Anche per questo noi ci ritroviamo, come hai chiesto ai miei colleghi nelle settimane precedenti, a fare sì gli allenatori, ma anche molto spesso gli educatori, soprattutto fuori dal campo. Un ruolo che ci piace, perché ci sentiamo partecipi con le famiglie dell’educazione di questi ragazzi”.

In campo non sono mancate le belle notizie, anche se la stagione non è iniziata nel migliore dei modi. “Dal punto di vista tecnico ci sono degli elementi interessanti sia per quanto riguarda l’annata 2001 sia per la 2002 – ha proseguito Ernesto -: il problema è che abbiamo soltanto 6/7 ragazzi del primo gruppo su un totale di circa 30 atleti e questo ci penalizza un po’ dal punto di vista fisico rispetto alle squadre meglio attrezzate del campionato, anche se tante volte siamo riusciti a sopperire a questo gap con la grande determinazione e la cattiveria agonistica dei più ‘vecchi’. Per quanto riguarda l’inizio della stagione, purtroppo non siamo riusciti a c’entrare l’obiettivo dei barrage che davano accesso ai campionati Elite, ma per lo meno siamo riusciti a ottenere l’inserimento nel primo gruppo tra le squadre per così dire escluse”.

Un campionato, quindi, di ottimo livello per un andamento a corrente alternata, che vede i nostri nella parte centrale della classifica. “Abbiamo fatto ottime prestazioni, come le vittorie contro le prime della classe Bassa Bresciana e Milano – aggiunge Ernesto – ed altre sicuramente non all’altezza, come una sconfitta in casa dell’ultima in gradutoria. La cosa che ci conforta e che ci trasmette sensazioni positive, però, è che ogni domenica i ragazzi hanno messo in campo grande spirito di sacrificio e voglia di lottare: un qualcosa che è sicuramente frutto del lavoro che hanno svolto negli anni precedenti con i miei colleghi, che hanno avvicinato nel modo migliore questi giovani al rugby dei grandi”.

Ragazzi che crescono e diventano prima atleti e poi rugbisti. “Questo deve essere un passaggio fondamentale per tutti – conclude Ernesto -, in modo particolare per quei giovani che fanno parte, e sono circa una dozzina, dell’Accademia del Rugby Brescia. Un impegno sicuramente gravoso, perché li porta a fare anche cinque allenamenti alla settimana, ma che al tempo stesso è utile al loro processo di maturazione e crescita”.

Davide Antonioli

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