Rugby Brescia, la Club House è realtà!

Rugby Brescia, la Club House è realtà!

Si è svolta nel tardo pomeriggio di oggi la posa della prima pietra della Club House del Ruby Brescia. Un sogno che diventa realtà, come ha avuto modo di sottolineare la Presidente Federica Montanarini: “Grazie al Sindaco Del Bono, a Giorgio Lamberti Presidente di San Filippo S.p.A. e a tutte le persone che si sono adoperate e che ci sono state vicine affinché questo progetto prendesse vita. Un progetto che per noi rappresenta qualcosa di importantissimo, perché è la prima, vera Club House del Rugby Brescia dal lontano 1928 a oggi. La sera che sono arrivata al campo e ho visto che stavano iniziando i lavori ho avuto un sussulto, tanto era l’emozione per questo sogno che stava cominciando a diventare realtà”.

Prima di lei la testimonianza del Sindaco di Brescia Emilio Del Bono, che da sempre ha avuto a cuore le sorti della “casa del terzo tempo” del Rugby Brescia: “Siamo felici che finalmente questa struttura diventi realtà, all’interno di un impianto importante per la nostra città come lo Stadio Invernici. Uno spazio fondamentale per questo sport, che sarà importante per gli sportivi, i tifosi, ma anche le famiglie, perché si tratta di un luogo dove poter crescere una nuova generazione di sportivi”.

“E’ già stato detto molto, ma vorrei ringraziare tutte le persone che hanno avuto un ruolo attivo in questo progetto – le parole di Giorgio Lamberti -, come i funzionari che hanno operato con noi, l’Assessorato ai lavori pubblici e a tutti i collaboratori della San Filippo S.p.A che presiedo. Solo questo fare sistema, con l’appoggio del CONI che non è qua per caso, ha permesso di ottenere questo importantissimo risultato”.

“Siamo sempre ‘affamati’ di attrezzature e luoghi dove poter fare sport – ha sottolineato Tiziana Gaglione, delegata del CONI per la Provincia di Brescia – perché sappiamo il valore sociale e culturale che la pratica sportiva porta con sé. Ecco perché questo momento rappresenta anche per noi un momento davvero importante e significativo”.

Davide Antonioli

Inserisci un commento