Viaggio nel Settore Giovanile del Rugby Brescia: il punto su Under 6 e Under 8

Viaggio nel Settore Giovanile del Rugby Brescia: il punto su Under 6 e Under 8

Dopo il bilancio sull’attività dell’Accademia e l’approfondimento dedicato al Progetto Scuole, restiamo nel mondo dei nostri giovani rugbisti cominciando oggi un percorso che ci porterà ogni settimana a fare un punto della situazione sulle diverse categorie del Settore Giovanile del Rugby Brescia. Si parte con il Mini Rugby e con Francesca Bruni Zani, che ci racconta tutto sull’esperienza con Under 6 e Under 8.

“A Brescia l’attività con bambini di 6 e 8 anni – esordisce – ha avuto generlamente un buon riscontro a livelli di numeri. Certo, ci dobbiamo scontrare con il fatto che, purtroppo, il nostro sport solo in pochissimi casi è la prima scelta dei genitori al momento di indirizzare i loro figli verso una attività sportiva. Ma nelle ultime settimane, favoriti anche dalla fine del periodo più freddo, abbiamo visto arrivare al campo molti bambini nuovi, anche di 4 anni, passando dai 6/7 con cui abbiamo iniziato l’anno agli attuali 15/20. Tra l’altro quello dell’età è uno degli aspetti che differenzia il rugby da molti altri sport: il fatto, appunto, che anche nei primissimi anni di vita ci si possa approcciare a questa attività fisica senza paure o rischi particolari. Anzi, a livello educativo, molti pediatri e specialisti consigliano il rugby come una delle attività più complete da questo punto di vista, sia dal punto di vista della socializzazione sia per quanto riguarda l’insegnamento che il bambino riceve nell’autonomia individuale e nel rapporto, di contatto e non, con gli altri bambini”.

Un’attività, quindi, in primo luogo formativa. “Sì – aggiunge Francesca – il nostro è un lavoro di tipo prettamente atletico e psicomotorio. Noi allenatori e educatori, infatti, ci accorgiamo sempre di più che nella Società in cui viviamo i giovani e giovanissimi sono bravissimi a digitare i tasti di un tablet o di uno smartphone, ma hanno spesso grossi problemi con la corsa, con la coordinazione del proprio corpo e con la motricità in generale: non vanno più al parco, non si arrampicano più e hanno perso gran parte di quella spontaneità nel gioco che c’era fino a qualche anno fa. E questi sono aspetti su cui intervenire il prima possibile, per insegnare ai bambini, ad esempio, a correre e coordinarsi nel modo giusto, anche in ottica di una prevenzione degli infortuni e dei traumi”.

Ma l’attività procede, tra due allenamenti a settimana e tornei in collaborazione con le altre Società. “Dal punto di vista tecnico sono ampiamente supportata dalla grande esperienza di Gigi Zani e Barbara Giusti – conclude Francesca -, con i quali portiamo avanti questa bellissima esperienza, che ci ha portato in questi mesi a partecipare ad alcuni Tornei come il primo Torneo Città di Brescia a Rovato o come quello di Ospitaletto cui parteciperemo proprio il prossimo weekend. In primavera, poi, parteciperemo anche ad appuntamenti nazionali, come il Torneo in programma a Treviso. Spingiamo molto per l’organizzazione di questi eventi, perché crediamo che il confronto e l’esperienza sul campo con altri bambini, che non siano sempre quelli della tua squadra, sia fondamentale nell’ottica di quel processo di crescita, formazione e educazione di cui parlavamo prima”.

Davide Antonioli

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